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domenica 20 febbraio 2011

Camillo Benso conte di Cavour


Camillo Benso Cavour (Torino, 10 agosto 1810 – Torino, 6 giugno 1861),
Fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852, Capo del governo dal 1852 al 1859e dal 1860 al 1861. Lo stesso 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia, divenne il primo Presidente del Consiglio del nuovo Stato e con tale carica morì.
Fu protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, dell’anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell’espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell’Austria e dello Stato Pontificio.
In economia promosse il libero scambio, i grandi investimenti industriali (soprattutto in campo ferroviario) e la cooperazione fra pubblico e privato. In politica sostenne la promulgazione e la difesa dello Statuto albertino. Capo della Destra moderata, siglò un accordo (Connubio) con la Sinistra di Urbano Rattazzi, mirante alla realizzazione di riforme che escludessero le ali estreme del Parlamento.
Contrastò apertamente le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e spesso si trovò in urto con Giuseppe Garibaldi della cui azione temeva il potenziale rivoluzionario. In politica estera coltivò con abilità l’amicizia con la Francia grazie alla quale ottenne l’espansione territoriale del Piemonte in Italia settentrionale e in Toscana.
Benché non avesse un disegno di unità nazionale preordinato riuscì con successo a gestire gli eventi che portarono alla formazione del Regno d’Italia.

venerdì 4 febbraio 2011

Carlo Catteneo.


Carlo CATTANEO (Villastanza, 1801 –Lugano, 6 febbraio 1869) Viene ricordato soprattutto per le sue idee federaliste improntate su un forte liberalismo e laicismo. All'alba dell'Unificazione italiana, Cattaneo era fautore di un sistema politico basato su una confederazione di stati italiani.
Cattaneo è più pragmatico di Giuseppe Mazzini, è un figlio dell'illuminismo, in lui è forte la fede nella ragione che si mette al servizio di una vasta opera di rinnovamento della società. Per Cattaneo scienza e giustizia devono guidare il progresso della società, tramite esse l'uomo ha compreso l'assoluto valore della libertà di pensiero; il progresso umano non deve essere individuale ma collettivo, attraverso un continuo confronto con gli altri. La partecipazione alla vita della società è un fattore fondamentale nella formazione dell'individuo: il progresso può avvenire solo attraverso il confronto collettivo
Gli ultimi anni di vita li trascorse a Lugano e pur essendo più volte eletto in Italia come deputato del Parlamento dell'Italia unificata, rifiutò sempre di andarci per non giurare fedeltà ai Savoia essendo egli un convinto repubblicano

martedì 25 gennaio 2011

Vincenzo Gioberti.


Vincenzo Gioberti (Torino, 5 aprile 1801 – Parigi, 26 ottobre 1852). Diventa dottore di teologia nel 1823, poi viene ordinato sacerdote . Nel 1833 viene arrestato dal governo piemontese e incarcerato in quanto sospettato di appartenere alla mazziniana Giovine Italia. Viene esiliato, in francia (1835-45). Nel 1846 diventa famoso nell'Europa risorgimentale per l'opera Del primato morale e civile degli italiani, edita nel 1843. Gioberti vi auspica una soluzione federativa del problema italiano con a capo il papa (neoguelfismo). Nel 1848, rientra a Torino dove viene eletto al Parlamento subalpino; sarà il primo Presidente della Camera dei deputati del Regno di Sardegna.
Dopo essersi ritirato dalla vita politica attiva si dedicherà alla stesura del Rinnovamento civile d'Italia, in cui rivede criticamente le proprie posizioni, orientandosi a favore di uno Stato liberale e unitario, indipendente dal papato. Il rinnovamento lo concepisce ora in stretta connessione col movimento democratico europeo e sostiene la necessità di aiutare le masse popolari con una serie di riforme politiche e sociali (suffragio universale, istruzione obbligatoria ecc.).

sabato 22 gennaio 2011

Un nuovo risorgimento a 150 anni dall'unità di Italia


Inauguriamo con questo post un breve ciclo di ricordo di alcune figure storiche che hanno fatto grande l'Italia. Mai come in questi giorni ci sembra utile ricordarci che esistono valori alti che dobbiamo tenacemente preservare dall'imbarimento della cultura civica e dei valori etici della nostra nazione

Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872: patriota, politico e filosofo. Le sue idee e la sua azione politica contribuirono in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano per il quale sosteneva sin da subito la forma repubblicana. Per questo suo pensiero, l'allora polizia italiana lo costrinse alla latitanza fino alla morte.
Le teorie mazziniane furono di grande importanza nella definizione dei moderni movimenti europei e per l'affermazione della democrazia attraverso la forma repubblicana dello Stato.
Sulla sua tomba è riportata questa scritta: "Giuseppe Mazzini. Un Italiano

lunedì 17 gennaio 2011

C'è bisogno di un nuovo risorgimento dei valori e del senso civico.

Massimo d'Azeglio consegno alle proprie memorie pubblicate postume la seguente frase: "Il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati d'alti e forti caratteri. Abbiamo fatto l'Italia. Ora si tratta di fare gli Italiani".

Rilegendola oggi purtroppo, per il periodo storico politico che stiamo vivendo, il sentimento più naturale che si prova è quello di vergogna. Si stanno distruggendo decenni di valori e ideali molto alti e per i quali molte persone hanno dato la pripira vita.

C'è bisogno di un nuovo risorgimento dei valori e del senso civico.
Il nostro blog, nel suo piccolo, ricorderà i 150 dell'unità di Italia con piccoli spot dedicati ai personaggi storici che hanno avuto un ruolo determinante a costruire questa Nazione.