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martedì 3 aprile 2012

La squadra di Grandi gioca all'attacco

 Articolo comparso su L'Arena di ieri. Segnaliamo un errore grossolano ai danni dei nostri amici dell'associazione: il nome corretto è Associazione 37036.
In bocca al lupo ai nostri rappresentati e a tutti i componenti della lista, meritano la vittoria!


SAN MARTINO BUON ALBERGO. Presentati i candidati consiglieri della lista che raccoglie le forze del centrosinistra
«Chiediamo partecipazione e confronto perché i cittadini sono stanchi di promesse»

02/04/2012
Zoom Foto
Unisce esperienza amministrativa e volti nuovi la lista «Daniele Grandi Sindaco», che presenta con il candidato alla poltrona di primo cittadino anche i nomi dei consiglieri: sono infatti ben 10 su 16 quelli che hanno già occupato in passato un posto nel Consiglio comunale. Da Sergio Spiazzi, che lo è stato per vent'anni e si candida per l'ottava volta, a quelli uscenti come Roberto Alloro, Marco Braggion, Luciano Campedelli, Giovanni Galvani, Cesare Marogna, Roberto Ottolini, Elisa Roncari, Umberto Toffalini e Valeriano Veronesi. Tenteranno invece di entrare per la prima volta Giuseppe Aldegheri, Teodorino Brancaleone, Lorenza Faccioli, Stefano Polinelli, Giacomo Ugliano e Riccardo Zanini. La lista, partita inizialmente come espressione del centrosinistra con l'appoggio di Pd, Psi e Idv, ha raccolto anche forze di centro e della società civile non schierate, come l'Associazione 36071, «Al centro San Martino» e «Lista civica storica». «Ci caratterizza l'ascolto delle esigenze della gente», esordisce Grandi, «perché non vogliamo calare le nostre idee sulla loro testa, ma chiediamo partecipazione e confronto. Per questo nella scelta dei nomi della lista hanno prevalso criteri di attenzione all'esperienza amministrativa e maturità politica, con l'innesto di giovani volonterosi di dare continuità, persone legate ai propri quartieri, alle categorie imprenditoriali, all'associazionismo». Il programma punta alla concretezza «perché i cittadini sono stanchi di promesse e sanno che il periodo è magro di risorse», ribadisce Grandi, «quindi attenzione ai più deboli, agli anziani, ai giovani, alle donne, al mondo del lavoro, all'ambiente per bloccare un'urbanizzazione che continua a crescere, fornire una viabilità sostenibile, offrire un Comune capace di rispondere alle esigenze quotidiane senza la prospettiva di indebitarsi con opere impossibili». «Strade e scuole sono le cose primarie da perseguire, assieme ai tagli ai costi degli amministratori», annuncia Galvani. «Il gruppo avrà priorità per le situazioni di disagio, attenzione alle famiglie monoreddito, dove i problemi non sono lo sconto in piscina, ma come pagare i libri ai figli, le medicine ai genitori, il mutuo alla banca: situazioni che vedo ogni giorno nella mia farmacia», denuncia Elisa Roncari. Lorenza Faccioli, 30 anni, laureata in Scienze naturali e con lavoro precario nel campo educativo, punta sull'ambiente, sugli accorgimenti che rendano il paese più vivibile e più salubre e il no a Ca' del Bue è scontato. Riccardo Zanini, 32 anni, insegnante di inglese e italiano agli immigrati, scende in campo «perché sono stanco di lamentarmi e voglio impegnarmi personalmente per un modo diverso di amministrare». «Ho dato ad Avesani massima fiducia ma ho ricevuto massima delusione», denuncia Campedelli, che si schiera cambiando squadra, come l'ex assessore Alloro: «Ho lottato per tre anni per non fare pagare l'Ici agli agricoltori, categoria che Avesani vedeva come fumo negli occhi con arroganza e presunzione». Polinelli, presidente dell'associazione 37071, conta di aggregare quanti non si identificano nei partiti, ma si impegnano per fare qualcosa di positivo per il proprio paese, proposito che condivide anche Brancaleone, pensionato di Case Nuove, «quartiere soffocato dal traffico e che chiede di essere ascoltato», dice. Spiazzi, architetto ed esperto in beni ambientali, è deciso a contenere l'espansione edilizia minacciata dal Pat proposto da Avesani, e Veronesi, pensionato di 59 anni, rappresentante Idv, 18 anni in Consiglio anche come assessore allo sport, punta a realizzare il sogno di un palasport per tutte le società sanmartinesi.V.Z.

Ecco il link per leggere l'articolo sul sito del quotidianohttp://www.larena.it/stories/Provincia/349309_la_squadra_di_grandi_gioca_allattacco/?refresh_ce

sabato 31 marzo 2012

Ecco i nomi della squadra della coalizione "Daniele Grandi Sindaco"

Questi sono i nomi dei candidati consiglieri per la coalizione guidata da Daniele Grandi per il voto del 6 e 7 Maggio 2012:

Il simbolo della coalizione "Daniele Grandi Sindaco"


Questo è il simbolo che la coalizione per Danile Grandi ha scelto come proprio riferimento nella prossima tornata di elezioni amministrative del 6 e 7 Maggio.
La semplicità e comunque un effetto grafico piacevole sono stati i due punti principali con cui è stato pensato questo simbolo. Nessun simbolo di partiti al suo interno se non la bandiera italiana.
Fedeli ai nostri impegni assunti con le primarie, tutti i partiti della coalizione hanno fatto un passo indietro rispetto le scelte del candidato sindaco e delle sua squadra.

Lo schieramento di Daniele Grandi è ora completo!

La coalizione di centro sinistra guidata da Danile Grandi si è allargata a due civiche del paese, quella "Storica" che è uscita dalla  giunta Avesani  per divergenze legate soprattutto alle scelte urbanistiche e il neo nato gruppo al "Centro San Martino".
Evidenziamo ai nostri sostenitori  l'articolo apparso oggi sull'Arena che riporta chi sono i  maggiori protagonisti dei due gruppi e cosa sta principalmente sta a loro a cuore:

Daniele Grandi, candidato sindaco sanmartinese per il centro sinistra, che ha l'appoggio di Pd, Psi, Idv e associazione 37036, incassa anche il sostegno di «Al Centro San Martino» e della Lista Civica Storica. Al Centro San Martino è guidato da Roberto Alloro, Giovanni Galvani e Giacomo Ugliano, compagine di moderati alternativa alla lista di Avesani. Per Alloro «l'accordo con Grandi è il frutto di un dialogo avviato da alcuni mesi: condividiamo i punti salienti del programma e il metodo di lavoro, ossia la partecipazione e non la decisione dell'uomo solo al comando. I temi che portiamo in questa coalizione sono quelli dell'attenzione ai residenti, dei progetti realizzabili ed una seria riflessione sul tema urbanistico». A Giovanni Galvani sta a cuore il contenimento delle spese: «In piena crisi Avesani avrebbe fatto meglio, invece di spendere decine di migliaia di euro in propaganda elettorale con i soldi dei contribuenti, a contenere le tariffe per i servizi indispensabili alle giovani famiglie. Noi ci impegneremo per offrire servizi con orari che facilitino la vita dei genitori che lavorano», promette. Giacomo Ugliano ricorda il processo partecipativo, tipico del mondo dell'associazionismo e del volontariato a cui appartengono tutti i candidati consiglieri della compagine: «Vogliamo dare un ruolo più incisivo ai cittadini nella gestione della cosa pubblica per restituire loro la voce mortificata e svuotata di significato da Avesani e dalla sua giunta». La Lista Civica Storica è delusa dalle mancate promesse di Avesani e del suo vice De Santi, a cui in passato aveva dato fiducia, per la lotta alla cementificazione. Il candidato consigliere del gruppo è Cesare Marogna, che ribadisce: «Va rallentata la corsa al mattone e ripristinata la commissione edilizia soppressa da Avesani». «Sono orgoglioso», commenta Grandi, «che i gruppi rappresentativi del centro abbiano scelto di unirsi a noi. Il loro apporto, le loro culture, potranno essere un indispensabile aiuto per capire le esigenze della collettività».

Con l'unione a questi due gruppi,  che sono in grado di intercettare il voto di molti moderati di San Martino, che sono  delusi  della politica di annunci di questi ultimi anni e soprattutto di questi ultimi mesi, ci saranno maggiori possibilità di confrontarsi apertamente, in termini di consensi elettorali, nella sfida amministrativa del 6 e 7  Maggio con l'attuale giunta uscente di Lega-PDL.

sabato 24 marzo 2012

Telepadania salvata dal fallimento con i soldi italiani

Pubblichiamo un articolo tratto dal quotidiano Libero che riporta l'ennesimo esempio dell'ipocrisia leghista: urlano "Roma ladrona", ma continuano a ciucciare avidamente dalla sua tetta! 

E poi diciamolo tutta: era meglio che chiudesse!

La Lega salva la sua tv pagano i contribuenti

La società di produzione amministrata dall'onorevole Caparini, evita il fallimento. Inps ed Enpals rinunciano a 100mila euro di crediti

La domanda è stata presentata il 16 dicembre scorso alla sezione fallimentare del tribunale di Milano. A presentare una richiesta di concordato preventivo e di ristrutturazione del debito per evitare l’imminente fallimento è stata la Celtcon srl, la società di produzione televisiva e raccolta pubblicitaria della Lega Nord, amministrata dal responsabile comunicazione del partito, l’onorevole Davide Carlo Caparini.
La società aveva un patrimonio netto negativo di 435.114 euro, con debiti tributari e previdenziali di 708.033 euro che non era in grado di pagare, tanto da avere ricevuto numerose cartelle esattoriali e solleciti dall’Agenzia delle Entrate, da Equitalia, dall’Inps e dall’Enpals. La proposta di transazione – già accettata da tutti gli enti pubblici creditori - è quella di pagare solo una parte del dovuto: in tutto 577.824 euro, con il fisco italiano, l’Inps e l’Enpals che complessivamente rinunceranno a più di 100mila euro del dovuto.
Secondo lo stato patrimoniale allegato alla richiesta avanzata in tribunale, la Celticon “ha sempre avuto una bassa redditività data la particolare attività esercitata che non gli ha permesso di rivolgersi ad un vasto mercato, ma solamente a pochi interlocutori che hanno sempre avuto nei confronti della società un forte potere contrattuale. Nel recente passato la crisi generale, e in particolare, la crisi del mercato televisivo ha portato ad una drastica diminuzione dei ricavi in termini di inserzioni pubblicitarie a cui non ha fatto seguito una proporzionale diminuzione dei costi. Le difficoltà finanziarie della società negli ultimi esercizi sono state superate con il versamento di ingenti somme di capitale da parte dei soci. La crisi generale ha portato a una diminuzione delle possibilità dei soci a finanziare la società, e, conseguentemente, ha determinato lo stato di crisi in capo alla Celticon srl”. Ora, se certo non è imputabile all’Agenzia delle Entrate o all’Inps la crisi di mercato della Celticon e tanto meno l’incapacità di Caparini di ridurre le spese di funzionamento in parallelo alla caduta del fatturato, è invece certo chi sia l’azionista di maggioranza assoluta della Celticon srl: la Fingroup, interamente controllata dalla Lega Nord. Il partito di Umberto Bossi ha nel suo bilancio un attivo contabile di 39,7 milioni di euro alla fine del 2010, e come si è appreso solo in tempi recenti, ha a disposizione anche 13,5 milioni di euro investiti dal suo tesoriere, Francesco Belsito in operazioni off shore fra cui quelle in Tanzania e a Cipro. Risorse all’80% pubbliche e al 20% provenienti dall’autofinanziamento. Più che capienti per pagare il buco della Celticon invece di farlo pagare ai pensionati dell’Inps (quelli che la Lega voleva difendere) e ai super-tartassati del fisco italiano (altra platea che dovrebbe stare a cuore del Carroccio, almeno così dice da quando sta all’opposizione).
Oltretutto a spese di pensionati e tartassati la Celticon chiede di potere stare in piedi e allargare le proprie attività, spiegando che il 5 agosto del 2011 ha avuto dal ministero dello Sviluppo Economico l’autorizzazione come “Fornitore di servizi di media audiovisivi e dati a marchio Tele Padania” e in data 7 ottobre 2011 “ha ottenuto l’attribuzione della numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre in Liguria. Analogamente ha in corso la richiesta per altre regioni”.
di Fosca Bincher
http://www.liberoquotidiano.it/news/960066/La-Lega-salva-la-sua-tv-pagano-i-contribuenti.html

giovedì 22 marzo 2012

Parco del Campagnol cementificato!

Condividiamo volentieri questo volantino del IDV che è stato distribuito sabato scorso al mercato in Borgo della Vittoria.